Quando le cose non sono semplici, non sono chiare, pretendere la chiarezza, la semplificazione a tutti i costi è faciloneria, e proprio questa pretesa obbliga i discorsi a diventare generici, cioè menzogneri. Invece lo sforzo di cercare di pensare e di esprimersi con la massima precisione possibile, proprio di fronte alle cose più complesse, è l'unico atteggiamento utile ed onesto. Italo Calvino
Concedetemi di disquisire: io cerco se mpre di capire, ed a fondo - lo so, a volte passo per stupido, ma è così, è più forte di me - mi da enormemente fastidio non comprendere; cerco la chiarezza a tutti i costi. Secondo me le due linee di pensiero sopra riportate, sono in contraddizione.
La prima dice che non bisogna chiedere...
La seconda, dice di essere più chiari nelle cose complesse...
Quindi a questo punto; nella seconda, mi si da ragione! Se il mio interlocutore si esprime non chiaramente: non sono io a non comprendere, ma lui, è lui che è incapace "di esprimersi con la massima precisione possibile, proprio di fronte alle cose più complesse..." come dice Italo Calvino.
Sono assolutamente del pensiero che il linguaggio debba sforzarsi di essere il più possibile chiaro, questo è certo.
Non è detto però che alcuni concetti debbano per forza essere semplificati, o per assurdo io (è un io generale e non personale) mi debba mettere a parlare d'altro perchè il mio interlocutore non capisce (Panda tu non c'entri, sia chiaro)
Molte volte gli interlocutori sono i primi ad indurre di "parlar d'altro" perchè non vogliono fare il benchè minimo sforzo per capire parole anche chiarissime.
Si nel pieno diritto a pretendere chiarezza, meno nel richiedere semplificazione.
Da che mondo è mondo l'imparare è fonte di fatiche e di sforzi per arrivare a concetti che non sempre possono essere semplificati.
se semplificare diventa qualunquizzare, ogni concetto e affermazione perde la sua specificità.
resta la superfluità della la chiacchiera a vanvera, un fastidioso ronzio, rumore senza dire.
spicca, al contrario - e putroppo sempre più raramente - per nitore e assolutezza l'esprimersi esatto.
Quante volte mi è capitato di dire "Io questa cosa te l'avevo detta, chiaramente e con queste precise parole" e sentire "Assì, ma pensavo dicessi per dire".
Come dicessi per dire? Un sacco di persone, ahimè, non solo ascoltano per metà, ma l'altra metà non provano nemmeno a cercare di capirla pechè danno per scontato che si parli "per dire". Hai voglia a esprimerti in modo esatto.
Purtroppo, l'esemplificazione seduce con grande facilità. Ed è allora che, così rassicurati, si può perdere la "fatica del pensare" (con la propria testa). Meglio allora conservare il senso della complessità. Anche a scapito della chiarezza omnicomprensiva, e con buona pace di Calvino.
Null'altro da aggiungere: semplicemente, è proprio così.