La Spagna ha reagito.
Ha reagito all'ondata di dolore per le proprie vittime ed alla reazione pasticciata
che ha tenuto il suo governo nelle ultime, tragiche ore, punendolo,
nell'unico modo possibile: togliendogli il potere.
La componente emotiva è stata fondamentale, tanto da riportare alle
urne un numero considerevole di persone che negli ultimi tempi pare
si fossero un po' estraniate dalla politica.
Le domande che si affollano nella mia testa sono molte: come sarebbe
stato il voto senza questo tragico evento?
E' possibile che un immane tragico attentato abbia la possibilità di influenzare
l'andamento del voto di un'intera popolazione?
E se sì, non bisognerebbe rifletterci alquanto su una simile possibilità?
Ovvero: non avrei la paura di fare il gioco degli stessi attentatori (qualsiasi
essi siano) lasciandomi condizionare dal mio slancio emotivo al momento
di apporre la fatidica crocetta?
Quanti e quali fattori entrano in gioco in un simile accadimento?
Quanto mi sentirei sperduta dovessi agire in simili frangenti?
Risposta alle tue domande. 1: sì. 2:sì. 3:sì.4:sì. La parte più divertente della notte elettorale: Llamazares sorridente per la sconfitta della destra "bugiarda e totalitaria". Della serie: io sono rimasto senza un'occhio ma il mio nemico è rimasto cieco. (NB: Llamazares, leader del partito Izquierda Unida, che ha perso la metà dei suoi deputati nella Camera)
Si è sempre cercato di influenzare il voto buttandola sull'emotivo: dalla paura dei cosacchi in piazza san pietro in poi (e probabilmente anche prima). E del resto è buttandola sull'emotivo che si giustificano guerre e quant'altro. Se si vuole che il "popolo" reagisca in maniera emotiva bisogna aspettarsi che poi lo faccia sempre, anche quando magari fa meno comodo. O no?
Io temo solo l'"effetto ricatto" in questi casi; per farti fare quello che voglio, butto bombe e ammazzo la tua gente. Così tu hai paura di me, e combatti (come ti è possibile) con me i miei nemici.
Io credo che il voto sia stato più che altro punitivo per il governo spagnolo che ha cercato di sviare i sospetti sull'ETA, e aggiungo che il governo se l'è meritata questa punizione, per aver strumentalizzato un attentato così terribile.
Non ci fosse stato il depistaggio, non è detto che le cose sarebbero andate allo stesso modo, il contraccolpo emotivo ci sarebbe stato lo stesso ma non necessariamente a favore della sinistra.
Tutto quanto facciamo avviene sotto la spinta dell'emotività, non può essere altrimenti. Ciò che chiamiamo ragione è in fondo solo la possibilità di scegliere nel guazzabuglio delle nostre emozioni quelle che ci sembra più appropriato esprimere, quelle che ci permettono di andare avanti nella pratica di vivere. E il voto spagnolo mi sembra molto pragmatico.
probabilmente nel caso spagnolo, il governo aveva tirato l'elastico al limite con la partecipazione ad una guerra non voluta dal 90% della popolazione. la cattiva gestione delle informazioni sull'attentato - cattiva, ma non scandalosissima - è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. comunque, un po' di amaro in bocca resta, é vero.
Nessuno vuole vivere in un posto dove c'è tangibile il costante rischio di lasciarci la pelle.
Più che altro vedo che la Spagna ha prestato i suoi soldati agli USA, che da un punto di vista era giusto lasciarli combattere da soli.
I terroristi sono stati bravi "statisti", colpendo nei tempi giusti la Spagna, favorendo la caduta di Aznar.
Ecco ora al potere un uomo che dal "punto di vista terroristico" è antiamericano e che dice appunto di lasciare agli USA questa loro guerra.
Queste crocette, scritte nel segreto della cabina, a mio modesto parere sintetizzano questo.
Ed è stato sbagliato far votare la gente dopo un colpo del genere, lo si è detto fin dall'inizio.
E' stata una specie di "vendetta"!!