
Oggi è il velo, così come ieri è stato il naso adunco, o la pelle nera, o gialla
o rossa.
Il popolo, lasciato in balìa delle sue paure, reagisce nell'unica maniera che conosce:
escludendo.
E quindi, forza, riempire i vuoti di conoscenza, regolamentare confini e comportamenti,
non pensare che da soli ci si arrangia meglio, perché, nella slitudine e nel vuoto, le uniche strade da imboccare sono
quelle di violenza e sopraffazione.
Far maturare i tempi, non premere e gonfiare intemperanze, lasciare che un lavoro coordinato ed intelligente faccia intravedere altre soluzioni.
Solo così possiamo non essere spettatori intolleranti , ma diventare parte di un tutto, rispettoso e comprensivo.
Cosa?
Guardare in massa in una sola direzione... come "caproni": sembra sia un modus vivendi, una moda.
Io sono per l'assoluta libertà... di velo! Molto bella questa foto, posso rubartela? E grazie per la visita al mio caravanserraglio!
Certo ruba dove vuoi (che strano, non avrei mai pensato di poter dire una frase simile) :)
Una cosa che mi secca, in questa faccenda del velo, è farsi scudo dei bambini "una maestra col velo li spaventerebbe ".
Ma per carità: nessun bambino ci farebbe minimamente caso (peraltro, una volta ho sentito un bambino dell'asilo dire che quella maestra lì gli faceva paura perchè aveva le unghie lunghe lunghe).
credo stia diventando una moda.