[...] il disegno deve risultare dal colore, se si vuole che il mondo sia reso nella sua densità, poichè esso è una massa senza lacune, un organismo di colori, attraverso i quali la fuga della prospettiva, i contorni , le rette e le curve si dispongono come linee di forza, e la si dimensione spaziale si costituisce vibrando.
"Il disegno e il colore non sono più distinti; nella misura in cui si dipinge, si disegna; più il colore s'armonizza e più il disegno si precisa... Quando il colore raggiunge la sua ricchezza, la forma è alla sua pienezza."
Cézanne non cerca di suggerire con il colore le sensazioni tattili che darebbero la forma e la profondità. Nella percezione primordiale, tali distinzioni fra il tatto e la vista sono ignote. E' la scienza del corpo umano che ci insegna poi a distinguere i nostri sensi, ma si offre, di primo acchito come il centro donde essi s'irradiano. Noi vediamo la profondità, il vellutato, la morbidezza, la durezza degli oggetti. Cézanne dice persino il loro odore. Se il pittore vuole esprimere il mondo bisogna che la disposizione dei colori rechi con sè questo tutto indivisibile; altrimenti la pittura sarà un'allusione alle cose e non le offritrà nell'unità imperiosa, nella presenza e nella pienezza insuperabile che è per noi tutti la definizione del reale.
M.Merleau Ponty- Senso e non senso.
(OT: grazie per il link! A vedere associato il mio nick alla parola "subacquea", mi viene da ridere! Non ci credo ancora...)
E la forma, a volte, se c'è la possibilità di sfiorare la superficie della tela dipinta.