Via il primo macigno che mi faceva
andare avanti ed indietro per la città tre volte alla settimana.
Unisco le altre tre volte alla settimana per il karate del mio grande e conto un chilometraggio settimanale
di qualche migliaio di metri.
Se sommo tutti gli assurdi impegni che saltano fuori imprevisti solo per ciò che concerne la vita da mamma,
i chilometri si sovrappongono paurosamente.
Aggiungiamoci poi le dosi quotidiane di incazzature da traffico sparso, litigate numeriche nei sedili posteriori,
richieste di qualsiasi genere, tipo e colore, appuntamenti da sistemare ed orari da collimare,
ed il mio sistema nervoso si fa di carta velina.
Eppure respiro profondamente durante la giornata. Ho anche affinato una tecnica di straniamento
altamente efficace, ma i sobbalzi si sono fatti involontari come lo sbattere di ciglia.
Quindi meno uno.
Tutto finirà a poco a poco nel giro di questi 15 giorni, lasciandomi beatamente tranquilla davanti a pagine
di calendario vuote di appuntamenti, con la sola preoccupazione di far uscire da casa questi pargoli
computeristici che non faranno altro che rimanere incollati alla tastiera per ore (già me lo vedo).
beh, non rimane che augurarti, nel giro di 15 giorni, che le pagine di calendario si riempiano di voci e appuntamenti solo tuoi :-)
ehi, grazie per il brindisi. e complimenti per la tua, di casa! si vede che non ci sono scatoloni da trasloco, in giro.. tornerò a trovarti.
Che bello.. però "vita da mamma" non è calzante.. socialmente!!