ho scoperto questo bellissimo post riassuntivo su riflessioni sul mondo blog che ci circonda.
Negli Usa, che fin dal 1999 vede attivo e esplosivo il fenomeno blog, la power law ormai ha definito la sua curva di concentrazione nei blog pubblici. Questo non significa che i nuovi ingressi non esistano più nè che siano inferiori agli abbandoni. Significa solo che il fenomeno non cresce più sull'illusione di "successo" o di "celebrità". Il blog comincia a diventare commodity, strumento di comunicazione nella cerchia privata, quella che più interessa
[...]
Non tutti infatti sono a conti fatti e per prova fatta, capaci di subire il "successo" ottenuto esponendo pezzi di sè, magari intimi, magari esagerati, magari forieri di liti in famiglia e di comunicazione sopra le righe. Magari è meglio un blog piccolo, meno visibile, ma realmente dialogante con quelle 10-20 persone che realmente fanno la tua comunicazione, il tuo arricchimento, la tua condivisione in quel momento.
[...]Effetto saggezza, forse. Di sicuro preludio a un blogging intimo e personale diverso. Non viziato dall’esibizionismo, voluto o involontario, realmente puntato sulla persona e sul suo equilibrio.
Di sicuro per un ragazzo o una ragazza non è piacevole, a fronte di qualcosa di intimo detto, sentirsi apostrofare in commento con qualche epiteto da lupanare da un troll di passaggio. Si perde la poesia e la voglia. Si chiude oppure si mette una password. Al mio blog accedono o scrivono solo quelli che dico io. Altri astenersi. E’ lo spazio che oggi comincia a tirare, il cambiamento.
Blog privati, di famiglia, di cerchia. Comprensibili, invisibili, meno pubblici, meno esposti a una internet che è anche un ecosistema libero, e quindi sguaiato (a volte). Le intimità giovani non vogliono essere falciate, cercano una strada per proteggere la propria scrittura, la propria comunicazione e esperienza.Su questo sta capitalizzando Typepad, e domani probabilmente Microsoft. Blog invisibili per cerchie di amici, con email che non sono nemmeno più email, ma feed rss inviati sul mailer dell’altro, che recepisce in forma meno intrusiva e spammata il tuo ultimo post, il tuo ultimo aggiornamento.
E’ un cambiamento, una presa di maggiore maturità. Un limite agli aspetti selvaggi e troppo facili dell’ecosistema. Una rivalutazione di un ambiente trusted, più piccolo ma assicurato nei suoi contorni, nei suoi valori, nella sua co-evoluzione, nelle affinità elettive o di vita (parentele, amicizie…).
Tanti belli spunti di riflessione, da leggere per guardare lontano.
*****AGGIORNAMENTO********
Tanto per rendersi conto che anche qui in Italia si finirà come in America a chiudere l'accesso agli estranei andate un po' qui a vedere cosa succede da Lia
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*****RIAGGIORNAMENTO 2******
Non lo faccio apposta, è che sembra che una forza invisibile mi attragga sempre verso lo
stesso argomento
eccola qui la SOLUZIONE
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quali effetti collaterali?
Sii più preciso e circostanziato nei tuoi commenti :P
Prendevo semplicemente atto di ciò che afferma il "collega" da te menzionato: e tenendo conto dell'opinione di Bea... 2+2 produce sempe 4, o sbaglio?
Non lo so, Liza...Ma l'idea di permettere la lettura del blog solo a una stretta cerchia di privilegiati, mi intristisce. Allora tanto varrebbe non mettere i commenti, e dialogare solo via email. Nella blogosfera ci saranno tanti stupidi, ma ci sono anche tante persone belle, che si conoscono per caso proprio grazie a un libero commento.
Se voglio comunicare qualcosa, desidero comunicarlo a chiunque passi di lì, e che abbia anche opinioni diverse dalle mie, che possono arricchirmi (non solo farmi arrabbiare). Sennò trovo inutile avere un blog.
celebrità?
Non sapevo di questi "effetti-collaterali". Io non li ho mai vissuti. Devo proprio dar ragione a Bea...