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Letture


Lunedì 30 Agosto 2004
Letture2
Libri
[...]Si noterà Proust omette sempre una qualità nei suoi personaggi: la vecchia storica qualità del coraggio. Quella qualità morale o fisica, sembra non sia stata mai riconosciuta da lui come una delle fonti principali dell'agire umano. Riesce a concepire gli esseri umani come buoni, pietosi, disposti al sacrificio, guidati dagli scrupoli morali più delicati, ma mai, apparentemente, come coraggiosi, sia per istinto che attraverso uno sforzo consapevole. La paura governava il suo mondo morale: paura della morte, paura dell'amore, della malattia, delle correnti d'aria, paure della paura stessa. Essa formava l'inesorabile orizzonte del suo universo, e la rigida delimitazione del suo temperamento artistico. Con questo si arriva allo stretto confine che separa il genio di un uomo dalle sue infermità, e a questo punto la critica deve fare un passo indietro, o chinarsi in reverente ammirazione della grande opera ottunuta, del casto registro coperto, a dispetto di quella limitazione, in conflitto con quelle infermità.
E. Wharton "Scrivere narrativa"


In questo aspetto la mia fatica a leggere Proust: tutte le volte apro il primo libro, tutte le volte lo ripongo innervosita.
Sono le sottilineature del personaggio narrante, sono le sue paure e le centomila parole che egli si dice per colmare questa sua debolezza,che mi infastidiscono a tal punto, da fermare la lettura di un autore ritenuto universalmente, dal punto di vista narrativo, davvero unico.
Dovrò un giorno fare una prova di estraniamento e leggere l'intera opera attraverso una lastra di vetro, affinchè mi possa allontanare quel tanto che basta da non esserne coinvolta.

By Lizaveta | 14:53


  Commenti :

Don Zauker è stato qui, ha visto questo blog, gli è piaciuto e lo ha linkato.

  by: Don Zauker | 30.08.04 15:31


Uh?
Mi fanno un po' paura i determinati....

  by: Lizaveta | 30.08.04 15:47


Tiratemi tutte le pietre che volete, perchè probabilmente avete ragione.. ma io ho percepito i movimenti di Mdm. Verdurin, come se stessi facendo da spettatore di una partita di scacchi. Ed ho chiuso..

  by: saltino | 30.08.04 15:48


Ciao, Liza.
Intanto grazie per le tue risposte. Così adesso ti posso scoprire anch'io ;-)
E poi, Proust è uno degli autori che non ho ancora letto e che vorrei ardentemente leggere. E, se è la paura il sottofondo della sua opera, mi intriga ancora di più. Sarà un paradosso, ma è così. Spero solo che la mia curiosità non resti disattesa.
Alla prossima!

  by: pennastilo | 30.08.04 16:18


In effetti, i personaggi di Proust sono tutti dotati di grande coraggio, secondo me. Il coraggio di affrontare la propria ricerca interiore, di farsi delle domande, di chiedere le risposte anche agli altri. Sembrano personaggi chiusi ed invece li scopri attenti a tante sfaccettature della vita. Propria e altrui. Rileggi senza lastra di vetro, rileggi senza pensare di dovervi trovare parte di te. Rileggi per conoscere nuove persone. Vedrai...

  by: Nico | 30.08.04 17:18


Anch'io ho iniziato - anni fa - e subito smesso (è andata meglio con Joyce). Forse è bene lasciarselo per gli anni 'non più verdi' ... ;-)

  by: Ecate | 30.08.04 17:49


A ben guardare, Fra, qui il verde incomincia a farsi giallastro :))))

  by: Lizaveta | 30.08.04 18:17


Beh col tempo ho stabilito che Proust è uno scrittore molto selettivo: sembra voler scoraggiare chi non lo legge con convinzione più che assoluta: io mi sono data dopo Un amore di Swann!

  by: seia montanelli | 31.08.04 00:05


ben contento di non rientrare nei "parametri" di Proust ;-)

  by: persecutorio | 31.08.04 00:36


Esperienza comune.

  by: angelocesare | 31.08.04 15:33


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