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Io ho tentato




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Spulciando negli archivi


Mercoledì 15 Settembre 2004
Attualità e confronti
Intorno a Me

Parlare e sostenere le proprie ragioni.
Argomentare con ciò che riusciamo a cogliere
dall'informazione che ci circonda, discutere
con altri le proprie idee, confrontarsi.
Tutto ciò ha sostenuto Saltino ieri, chiacchierando
in Radio con Pietro.
Tanto di cappello.

Ma io mi sono stancata.
Innanzi tutto sarei in grado di sostenere solo
una misera conversazione da bar.
Ho solo gli elementi che mi pervengono dall'informazione
italiana, schierata, partitica, assolutamente
non obiettiva.
Non ho esperienze dirette sul campo, non ho
conoscenze approfondite.
Per questo mi piace leggere chi in prima persona
vive mondi diversi (faccio un esempio per tutti
Lia) cercando di passare al setaccio le informazioni che questi occhi vedono.
Cosa mi resta?
Una sabbia fine fine che alla prima folata di vento
sparisce come non fosse mai esistita.
E che debbo farne di questa sabbia?
Spargerla ai quattro venti per condividerla
con altre sabbie?
Per poi venire magari anche accusata che ho
apportato solo sabbia imbevuta d'acqua, marcia
ed anche un po' puzzolente?
No, grazie.
Non ne ho più voglia. (non che qui sul blog l'abbia
mai fatto), ma tentai in passato il confronto e
l'unica cosa che ho ricavato da esso è stato
un enorme buco nero.
E' assolutamente inutile riempirsi la testa di
chiacchiere, ed il tanto per parlà, mi
innervosisce alquanto.
Il mondo è tappezzato di tanto per parlà, e, sinceramente
non ne posso di più.
(inoltre il mondo è tappezzato da fastidiosi
cialtroni pieni di maleducazione e mancanza di rispetto
che mi fa venire il vomito)



Consapevole di aver fatto un odiosissimo discorso.

By Lizaveta | 10:52


  Commenti :

Eppure, Liza, la blogosfera che frequentiamo (e so di fare un discorso snob, ma non me ne importa proprio) è dotata di anticorpi ben allenati: i cialtroni vengono messi ai margini e ben presto smettono di rompere. Anche a me dispiace molto per Lia (che ultimamente non ho letto, ma di cui conosco le disavventure per 'tradizione orale') - credo che una delle difese più efficaci sia appunto continuare a bloggare con equilibrio e con distacco, tenendo a bada appunto in questo modo le cellule impazzite. Passerò da Lia, provo a testimoniarle anche la mia, di solidarietà

  by: Ecate | 15.09.04 11:04


Ma il centro del discorso non sono i cialtroni o ciò che è accaduto a Lia (che tra le altre cose si difende benissimo da sola)
il centro erano le parole di saltino di ieri sera, convinto assertore del parlare per prendere coscienza, anche se a parlare sono gli avventori comuni di un bar di periferia.
E' su questo che non sono d'accordo.
Il parlare per far prendere aria alla bocca non rientra più nei miei orizzonti e, ben conoscendo anche i miei limiti, preferisco tacere.
Questo confronto, quasi sempre dai toni pesantemente offensivi, lo trovo sterile ed improduttivo.
Nel mare magnum delle opinioni altrui, preferisco abbassare gli occhi.

  by: Lizaveta | 15.09.04 11:43


?!

  by: panda4x4 | 15.09.04 11:58


ti capisco.

  by: tt | 15.09.04 14:11


A parlar vagamente di cose, preferisco decisamente il C.O.S.O.

  by: MassimoSdC | 15.09.04 17:08


Io non credo assolutamente nel parlare per prendere coscienza.
Credo che si prenda coscienza solo attraverso l'esperienza - la vita, i rapporti, i viaggi - e tra le esperienze includo i libri. Non i giornali, non i blog. Quelli servono semplicemente a riferirla, l'esperienza.

Non c'è cosa che io detesti di più (ormai?) del "dialogo", delle contrapposte argomentazioni sfibranti, del sostenere le proprie ragioni in discussioni sfiancanti in cui le parole si svuotano completamente di senso e vince chi ha la dialettica migliore o la resistenza maggiore. Chi è più ossessivo, spesso.
Ma tu lo sai, perchè io queste cose le ho scritte un migliaio di volte eppure, ancora, ci casco.
E di nuovo mi sta passando la voglia di scrivere, perchè poi davvero è una cosa che non mi piace e, ogni volta che ci casco, lo faccio con la stanchezza accumulata da un logorio di miliardi di argomentazioni spese come una scema, e 'sta stanchezza mi fa diventare sempre più spigolosa e sbrigativa nel decidere che non voglio perdere tempo.

Sono assolutamente d'accordo con te, insomma.
Dolorosamente d'accordo con te. :)
E, davvero, si scrive molto meglio e con più gioia se uno lo lascia perdere, questo mega talk-show detto "dialogo", come se il dialogo fosse questo.

Ecate: il mio blog è meta ed ossessione di un mucchio di picchiatelli, ma la cosa ha anche i suoi lati divertenti e, grazie al cielo, ho un webmaster con gli strumenti tecnici adatti a tenermi a bada i facinorosi. :)
Però volevo ringraziarti per la solidarietà, ed anche per il tuo post dell'altro giorno.
Ciao. :)


  by: lia | 17.09.04 00:18


Ecco: i commenti servono anche a chiarirsi (e a capire). Sono d'accordo che spesso la 'discussione' e il 'confronto' non approdano a granché, ma mi turberebbe molto di più il rilevare che questi vengono completamente meno. E' vero che a certe cose non si può reagire se non con il silenzio, ma a volte anche una frase da 'leggere fra le righe' può essere utile. E in fondo lo sapete benissimo anche voi (= è una contraddizione pragmatica dire: "sto zitta" - ma va bene lo stesso, anzi ... ;-)). Baci!

  by: Ecate | 17.09.04 11:50


Mhmmm il discorso andrebbe fato a quattrocchi, sarebbe meglio. Comunque io ho le stesse vostre identiche perplessità e disillusioni, solo che, diversamente da voi, sono in quella fase che Lia ha ben deliniato, ossia il riprovarci, semmai caderci di nuovo o come preferite. Lo vedo da solo che genere di cialtroni , me compreso, si aggirano per le strade, i blog, i baretti e le redazioni, sono ignorante ma ho pur anchela mia dose di sensibilità, tale da consentirmi di decifrare. L'azione del confrontarsi, comunque è dovuta, alla propria identità ed alla società cui apparteniamo, non ci facciamo facili illusioni, l'isolazionismo etereo non esiste se non nella nostra fantasia, come d'altronde il mio stesso modus operandi che andavo paventando è in parte utopico. Insomma come spesso accade l'equilibrio è nel mezzo di queste due posizioni, sia essa conservativa che propositiva.. non ho quasi mai, ne la saggezza, ne il cipiglio di trovare le giuste dosi per i rispettivi interlocutori. Però visto che gia ne stiamo parlando, non è che stiamo portando il discorso un tantinello dalla mia parte?

  by: saltino | 17.09.04 15:19


P.S.
Dimenticavo... la "chiaccherata" che abbiamo fatto con Pietro era quanto di più discorsivo ed improvvisato ci potesse essere, perdonateci. Forse è logico che parlottando per un paio d'ore si finisca per dire anche corbellerie, non ho affrontato l'aire con la plumbea serietà di una conferenza stampa o di una presentazione, ovvio, mi vorrete comprendere spero? Ritornando a quel che ho pensato di poter portare avanti con organicità e coerenza, cercavo di vertere il discorso su tre punti. Say, learn and act. Ora se il primo è contestabile, come giustamente avete fatto, il secondo richiede un impegno che giustifica e struttura logicamente anche l'azione del primo, rammentando che il fine ultimo, era proprio quell'ACT del terzo punto, sono solo punti di vista ovvio, ma volendo e ritenendo il tempo utilizzato un investimento, se pur minimo, di tempo speso bene.

  by: saltino | 17.09.04 15:52


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