Abbiamo sfrondato la vita alla ricerca di risposte, al punto che queste hanno
oltrepassato le domande.
Abbiamo cercato l'essenza con l'unica finalità di trovare sicurezza.
Scienza e tecnica, in una tonalità metafisica, si son sostituite agli dei e
con la loro applicazione, siamo sicuri
che non dovremo più temere alcun male, nulla può arrestare la conquista.
Solo attraverso esse gli animi si acquietano, e per intravvedere
tale quiete siamo disposti anche ad interrompere il pensiero.
D'altra parte per noi ormai pensare significa dimostrare:
dimostrare che le nostre convinzioni sono le migliori.
L'inquietudine è volutamente bandita, quella sana inquietudine
portatrice di idee, sembra essere cancellata dai discorsi.
Ed invece ne ingoiamo a tonnellate e non avendo un percorso
da seguire, l'inquietudine si trasforma in angoscia.
A forza di recidere i cordoni,a forza di distruggere paletti (religione etica)
abbiamo disperso quell'avvertire la totalità e ci sentiamo
persi come tanti palloncini abbandonati: non giovano tensioni
di dominio scordando le armonie, non si sa da che parte
esse conducano, in un melmoso pantano di non senso.
E giù altra angoscia.
La vita pare che si sia ridotta proprio solo a questo: una
lenta digestione d'angoscia.
Devo dire che cerco di fare il massimo che posso anch'io, Fabri- :)
liza ho già cancellato due post,perchè non riesco a dire quello che vorrei..
com'è più facile dipingerli,i pensieri!
di risposte,io,ne ho così poche,mentre avrei ancora tante domande..
guarda, se ti riferisci al dibattito (diciamo così) sulla fecondazione assistita, ti dirò che sono contento di essere nato in una serata un po' così, piuttosto che come esito di un "progetto".
Siamo tutti figli di serate un po' così.
Non era a quello a cui mi riferivo.
Sono riflessioni indotte dalle letture che sto facendo in questi ultimi tempi.
Nel momento in cui la reprimi (rimuovendola, magari tuffandoti nel quotidiano fino a stordirti, o cercando diversivi di altro genere) la inquietudine per forza di cose è destinata a sboccare in angoscia. E ci sono tante cose del mondo di ora che non comprendiamo (indotte anche dal progresso tecnologico) e che ci causano inquietudine. Forse può aiutarci solo il continuare a porci domande, forse è l'inquietudine stessa (più che il problema) la soluzione ... non so
Cui si alternano fantastiche sbronze di felicità!
Una mia impressione, solo un impressione. Mi sento fragilissimo eppure sono felice, la percepisco questa armonia con quel che mi circonda, s'infrange, mi taglia e si confonde in me... sia che ne tramuti il senso in discorsi, a volte pieni a volte senza nessun senso, sia che racchiuda il tutto fra le ali in un silenzioso osservare... ammirato!
Ciao Monica, Saltino