Il pesante disagio che si avverte nel nostro mondo occidentale
è il goffo tentativo di conciliare l'etica cristiana a valori
che totalmente la contraddicono
La realtà che si viene a creare è un magma appiccicoso
impastato di
ipocrisia e di impossibilità che rendono l'uomo diffidente, lontano
ed assolutamente immobile, privandolo delle scelte.
Non sapere a chi credere, perdere l' illusione e le speranze,
è forse il più
tragico dei destini.
un Saggio una volta mi disse "Cristo, da un certo punto di vista, sembrerebbe non aver insegnato nulla, ma per l'inadeguatezza dell'uomo... Non é cristianizzata l'umanità contemporanea, figuratevi allora, la difficoltà della sua missione allora."
E, un tale, che diceva di certe sue "comunicazioni " extramateriali, raccontava di una risposta avuta alla domanda "l'uomo, nella scala evolutiva delle civiltà universali, che posizione occupa?": "uno dei gradini più bassi!" fu la risposta.
Eppure, quel Cristo di Dalì che hai postato, indica, nella sua sconvolgente abilità pittorica e creativa, la presenza di una traccia superiore in alcuni di noi, un filo, che ci lega ad attese e destini migliori... Dalì pazzo!? Più o meno come Michelangelo, Beethowen, Madre Teresa...
...le guerre più antiche, e alcune di esse sono ancora in atto, sono quelle con "scusa" religiosa: è meglio essere un ateo civile, o un credente insano?