
La testa è una sola.
Lo spazio, ahimè, è questo qui.
E' che ogni anno io tento di ficcarci una marea di cose qui dentro, talmente
tante che si ammonticchiano una sull'altra, talmente
in alto che la pila comincia a scricchiolare,
- ed io la sento, ma faccio finta di niente-
i primi cedimenti, qualche crepa qua e là, poi tutto
cade rovinosamente in un gran fragore, e via a ricominciar daccapo.
In tutto questo non mi accorgo affatto che gli anni passano,
che gli spazi si fanno ogni giorno più angusti, che tanti angoli
sono già stati riempiti
ed altri non ne vogliono sapere in nessuna maniera di farsi largo tra la
calca, si rifiutano, i miserabili, si ribellano, i marrani.
Ed io tiro calci e pugni per ogni dove - mi rassegno molto difficilmente-
e loro, sicuri delle conquiste acquisite nel tempo rimangono inamovibili,
i maledetti spazi, gonfi e goduti.
Mi ritrovo ciondoloni, incapace di riordinare
le connessioni interrotte
dal surplus di affaticamento, sbandata, ed anche sì,
un po' confusa.
Forse dovrei solo accettare che un altro tempo è giunto,
cancellare qua e là qualche regola, qualche sicurezza,
e resettare i delais.
Forse temiamo che si avvicini il momento in cui non ci sarà più un altro tempo.
beh, sono contento che le tapparelle siano alzate.
non dire così, la stanchezza passerà, ma siamo o non siamo splendidi quarantenni?
e quello che abbiamo imparato e tutto quello che sappiamo fare non conta?
dai, ce la fai... :)
Vabbè senza esagerare, che sennò ti viene fuori un gant... fai tutto con la dovuta calma interiore.
Auguri! ^^