Sono tessere di puzzle il tempo che ho.
Un gioco, nulla più.
Un gioco che di giorno in giorno trova spazio tra
il non tempo, quello che si rincorre a perdifiato,
quello che non vedi mai.
Nello scorrere dei giorni io non m'accorgo
di quante ne ho fatte combaciare, se mi guardo
indietro vedo solo un indistinto.
Chissà, se esiste un Dio, forse Lui,dall'alto,
può, senza fatica, intravveder qualcosa.
Di certo non distinguo più nè la sua durata, nè i contorni,
si è tutto amalgamato: ricordi,
passati, futuri.
Lascio così che tutto passi, laicizzando la variabile
guardando l'orologio.
Da un'idea di SdC