Son volate via le mie parole: un lungo nastro che ha tappezzato
l'etere .
Hanno riempito spazi bianchi, hanno costruito ponti immaginari,
hanno guardato negli occhi degli altri, hanno ascoltato coloro
i quali avevano voglia di farsi sentire.
Hanno fatto tutto questo e se ne sono andate, così come erano
venute.
Si sono stupite a volte le mie parole:
rimbalzando su muri di gomma, attonite ritornavano fra le mie
mani, non sapendo bene quale direzione prendere.
Le ho rilanciate lontano, sbarazzandomene velocemente: una parola
marcisce se si posa troppo a lungo.
Hanno disegnato un mondo, le mie parole, il mio mondo ed i miei
sguardi.
Non lo sapevano, loro, poverette, di star dipingendo, eppure
hanno eseguito alla perfezione ogni pennellata del mio sguardo.
Sono sopravvisute a se stesse, le miserande, ammonticchiate
in un angolo etereo eppur presente di qualche polveroso
spazio tecnico.
Sono lì e le sento che si domandano il senso della
loro inutile permanenza nel tempo.
Non so cosa rispondere, se mi venissero tutte assieme
a porre la fatidica domanda.
Fuggirei,lo so, lontano, diseredandole, irriconoscente,
dimenticandomi in fretta di quelle loro voci.
Addio parole.
Per un po' di tempo farò a meno di voi.
Lizaveta le pause di riflessione ritemprano gli animi. Servono ed ogni tanto è bene farle.
Nonostante questo sono mi mancheranno le tue parole. Spero di rileggerti presto.
...ma ne frattempo continuerai a non fare a meno delle tue splendide fotografie, spero!
Non preoccupari Liza, ne abbiamo già parlato tempo fa, corsi e ricorsi, Io che avevo giurato e che non trovavo più niente da dire...ora sono qua, ancora...
Un abbraccio
...per foruna che esistono quelle scritte! ^^
suppongo siano le parole a non poter fare a meno di lei per esistere, Madame
:(
hai messo l'iconcina (oh, me ne accorgo solo oggi)! simpatica :-)
Grazie Cap.
EHi, ma io non ho mica detto che me ne vado in pausa.
Ho solo riallineato i tempi che si son fatti assai diversi da quelli del tempo passato.
Più che altro mi sento inaridita disseccata di parole, quello si.
:)
C'è qualcosa che mi ricorda le Parole Mate di Ernesto Calzavara (e le sue poesie lette da Marco Paolini) "non moritemi in mano, parole, restate..."