Ho sempre sostenuto che andavo scrivendo per dipanare pensieri,
ovvero la scrittura mi serviva da pergamena riordinante
una compagine scompagnata di riflessioni quotidiane che qui
trovavano un loro punto e magari una loro puntualizzazione collettiva,
grazie all'aiuto di altri interlocutori.
Ora ritorno un po' sui miei passi e sono meno
sicura di questa mia idea: incomincio a pensare che ho bisogno
di maggiore silenzio.
Ho bisogno di censurare/mi tutto queste parole e suoni che riempono
ogni minuto della mia giornata, anche laddove avrei bisogno di silenzio.
Perchè ho perduto il senso dello stare all'ascolto.
Ho perduto la gioia di godere di momenti di puro nulla, ottenebrata,
come sono negli ultimi tempi, da tutto, tutto questo immenso rumore.
Ho la decisa impressione, inoltre, che tutto questo scrivere
impoverisca sempre più la già sottile trama delle idee.
Perdiamo i capi e le code, vediamo solo. orgogliosi, i centri
del lungo cordone comunicativo, e non ci accorgiamo che ormai
è logoro,esausto, non regge più l'enorme lavorìo che i due capi
devono sostenere.
E' giunto il momento dei punti, magari, che so, delle sospensioni.
Degli attimi che interrompono il flusso, per rinvigorire il materiale.
Per costruire, a volte, bisogna fermarsi ed osservare.
Non c'è chiacchiera peggiore di quella che trae origine dal discorrere
e dallo scrivere sul silenzio. - Heidegger
Un po' di riposo non fa mai male, aiuta a riflettersi addosso!
Io t'aspetto, musa Liza!
che poi, 'sta scuola di francoforte, che insegna?
mhhh
giusto
aderisco al silenzio anch'io
magari, che dici, solo un bisbiglio..ogni tanto, no?
Come primo punto direi che ci siamo.:-)*
Come non sottoscrivere gran parte di queste cose..
Morgan
...
Ogni tua scelta avrà tutta la nostra comprensione... ed oltre.
ehi !
Mica sto a murì, io.
era una così brava persona
Essere il proprio tempo, nei modi del proprio personale tempo.
un saluto