SE non ci fosse da piangere mi scapperebbe troppo da
ridere.
Un'Italia divisa a metà: i conservatori, quelli
che hanno ereditato le mentalità dei padri, pensando
di essere ancora negli anni 70, dove c'erano fabbriche,
ed operai, dove gli interessi e le necessità erano
conseguentemente diversi da quelli odierni;
quelli che pensano che si debba ancora parlare
di diritti, dimenticandosi i doveri; quelli
che non si sono accorti che il mondo è profondamente
mutato e c'è bisogno di affiancare ben altre preoccupazioni.
Dall'altra i progressisti.
Quelli, che come me, sperano in un' Italia diversa:
ne hanno piene le tasche delle contrapposizioni,
degli insulti, del fascismo e comunismo;
quelli che lavorano si tirano su le maniche ed attendono,
pazientemente da anni, che qualcuno si ricordi di loro.
(mai avvenuto da nessuna parte, per ora)
Se non ci fosse da piangere mi scapperebbe troppo
da ridere, a vedere quel camion giallo di traverso,
pieno di voglia di festa alle 18.30 della giornata
sbagliando in pieno le previsione del proprio paese.
Proprio quel Paese che si pensa debbano tener sott'occhio
tutti i giorni della loro vita, a cui dovrebbero costantemente
tastare il polso per capirne la strada.
Ed invece no, assolutamente staccati dal paese reale.
Se non ci fosse da piangere, mi scapperebbe troppo
da ridere.
L'unica persona che sia più saggia di uno qualsiasi è la massa.(napoleone bonaparte!)
...sarà...
Le mille bolle bleu e Mina sono indietro di quasi mezzo secolo e la famiglia al mare con la seicento, ridente e felice è un miraggio dell'anima in B/N. Com'è possibile che ad alcuni ancora non viene in mente che stando nascosti in casa dietro la televisore, un libro o un terminale finiscono per abiurare il confronto, la piazza, la società stessa... collante e miccia dello stato e del suo senso di appartenenza? Del sentirsi cittadini, tutti nel bene e nel male, senza giudici e giurie, solo da semplici cittadini dello stesso organismo vitale, vivo. Io voglio capire che ad alcuni il ricordo dei piedi nudi nell'aia e del grano ad asciugare è ancora troppo vicino nella memoria delle radici... però l'Italia rurale si è fatta avanti da tanto tempo, ormai si son fatti tutti dottori questi nipoti... sarebbe ora di pensarla in un italiano metropolitano e metropolita, un senso di allargamento più ampio... democratico, se vuoi più multietnico e tollerante, ed invece no, l'aia ed i piedi scalzi vengono a galla dalle radici! Riaffiorano involontari... Ed i concittadini che si confrontano con altre culture ci debbono venire incontro alla disperata per toglierci le castagne dal fuoco! Dobbiamo impiegarci tutti a superare questi retaggi antichi, metropoliti di nascita e d'aquisizione... insieme, stando ben attenti ad isolare e punire i furbi, gli "svelti" e tutti coloro che tentano di voltarsi altrove, profferendo bonarie mitezze insulse e più che altro inutili...
Tutto quello che sia Salt.
Sono sempre convinta, comunque, che il nostro paese
sia pieno di gente per bene.
Lo voglio pensare nonostante tutto ciò che ci sia
di distorcente in quel quadrato catodico
che inquina le nostre menti.
Uhmmmmmmmm....
Il distacco della politica dalla vita reale è vero.
Che tutti si sia uguali è una generalizzazione inaccettabile.
E' la voce di chi grida "contro" che spesso non arriva.
L'urlo però è stato emesso.
A me accade il contrario. Ma si sa che cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia.
Sempre sconforto è.